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Palazzo Concini

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Il palazzo signorile fu fatto costruire da Bartolomeo Concini e da suo figlio Giovan Battista nel XVI secolo all’interno del quartiere di San Niccolò al Terraio. L’edificio si caratterizza per le belle finestre centinate della facciata e per le volte interne agli ambienti sostenute da pilastri poligonali e capitelli con elementi di tipo classico. La facciata mostra all’ultimo piano i ferri “a R” o arpioni da stanga ancora in loco, su cui venivano appoggiate aste lignee utilizzate per stendere panni o appendere tende. Il seminterrato del palazzo, recentemente restaurato con un’opera di pulitura e consolidamento, ospita le vecchie cantine. Al termine dei lavori è stato riaperto al pubblico ed è divenuto sede espositiva del Comune di Terranuova. Bartolomeo Concini (1507 – 1578) apparteneva ad un’antichissima e nobile famiglia toscana direttamente discendente dai Conti di Catenaia; era un esperto giureconsulto che divenne confidente e primo segretario del granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici. Ottenne da lui importanti incarichi e il titolo di conte della Penna. Bartolomeo Concini sposò Margherita Bartoli (sorella di quel Cosimo Bartoli che fu ambasciatore fiorentino a Venezia e il cui padre Matteo fu Podestà di Pistoia nel 1513) ed ebbe, tra gli altri figli, Giovanni Battista, che fu Lettore di Diritto Canonico all’Università di Pisa nel 1560, Auditore della Sacra Rota a Mantova nel 1562, Cavaliere e Commendatore dell’Ordine di Santo Stefano dall’8-III-1563 (indossò l’abito il 14-III-1563), Gran Cancelliere facente funzioni dell’Ordine di Santo Stefano nel 1569, ambasciatore a Vienna dal IV-1571 e nel 1577, Auditore della giurisdizione e Primo Segretario del Granduca di Firenze dal 16-V-1576, Senatore nel 1576. Sposò Camilla Miniati, figlia di Antonio, da cui ebbe numerosi figli. Tra questi si ricordano Bartolomeo che venne eletto nel 1615 senatore del granducato di Toscana e sposò Alessandra di Filippo Antinori. L’altro figlio maschio, Concino, partito per la Francia al seguito di Maria de’ Medici che aveva sposato il re Enrico IV, divenne primo gentiluomo di camera, governatore di Amiens dal 1612 al 1616 e marchese di Ancre. Caduto in disgrazia dopo l’assassinio del re Enrico IV, fu sorpreso da una congiura ordita contro di lui, con la complicità del nuovo giovane re Luigi XIII, e fu ucciso nel 1617 in un’imboscata tesagli nel castello del Louvre.

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